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Conferenza di presentazione dello studio “Nuovi modelli di mobilità in ambito urbano. La Sharing mobility a Roma”

“Lo studio dimostra come la Sharing mobility sia oggi una concreta alternativa di spostamento in ambito urbano. Occorre però introdurre misure correttive in termini di infrastrutture e di regolamentazione, prevenendo nuovi rischi di incidentalità. Inoltre, i mezzi condivisi sono concentrati soprattutto nel centro storico, mentre è necessaria una loro diffusione anche nelle periferie, a vantaggio di un numero ancor più grande di cittadini che disporrebbero di soluzioni plurimodali, integrate e complementari al trasporto pubblico”. Lo ha affermato la presidente Giuseppina Fusco, aprendo oggi i lavori della Conferenza di presentazione dello studio Nuovi modelli di mobilità in ambito urbano. La Sharing mobility a Roma, tenutasi in Campidoglio alla presenza dell’Assessore alla mobilità Eugenio Patanè.

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La mobilità al tempo del Coronavirus. Indagine sulla mobilità dei soci dell’ACI Roma

L’indagine affronta l’analisi sull’impatto che l’esperienza pandemica, ancora in atto, avrà sulle abitudini di spostamento degli italiani quando l’onda di questo drammatico tsunami si sarà ritirata. Si erano create molte attese a questo riguardo – dovute alle temporanee limitazioni della capacità dei mezzi di trasporto e alla paura del contagio, anche per gli utenti della sharing mobility –, ad esempio, quella di un possibile maggiore utilizzo dell’auto privata, anche da parte degli utenti abituali del TPL, o della bicicletta e del monopattino (modalità, queste ultime, fortemente promosse dal Governo nazionale e locale negli ultimi anni). Nel Rapporto, si vedrà come i rispondenti non sembrino, almeno nelle intenzioni dichiarate, prevedere per il futuro grandi cambiamenti nelle proprie scelte modali di spostamento. Infatti, hanno mostrato anche per il futuro un orientamento all’uso dei mezzi di trasporto molto simile a quello dichiarato per il periodo precedente il diffondersi del Coronavirus; un orientamento teso soprattutto all’uso dell’auto privata (circa l’82% dei casi negli scenari pre e post-Covid), che sembra ridursi solo in un futuro mondo considerato “ideale”, in cui la percentuale di preferenza per l’auto privata si riduce al 59% .

Cinture allacciate e telefono in tasca: il caso Roma

Automobile Club Roma e Direzione Compartimentale Area Centro Sud ACI
hanno presentato oggi l’indagine realizzata dalla Fondazione Filippo Caracciolo- Centro Studi ACI “Cinture allacciate e telefono in tasca:il caso Roma”.

Cinture, seggiolini e smartphone: a Roma è ancora emergenza.

Il 22% dei romani guida senza cintura.
L’80% dei passeggeri posteriori non è allacciato.
Un bambino su due viaggia senza seggiolino.

Questi alcuni dati emersi dall’indagine presentata questa mattina presso il Grand Hotel Palace.

Hanno partecipato alla conferenza stampa Michele Civita, Assessore alle Politiche del territorio e Mobilità della Regione Lazio, e Pasquale Cialdini, Presidente della Consulta cittadina sicurezza stradale, mobilità dolce e sostenibilità di Roma Capitale.

“I comportamenti alla guida devono essere responsabili – dichiara Giuseppina Fusco, Presidente dell’Automobile Club di Roma e Presidente della Fondazione Caracciolo – per affermare il diritto alla vita di ogni utente della strada. Il rapporto evidenzia molte criticità e chiama tutti noi, Istituzioni, forze sociali e associazioni, a un impegno sempre più attivo sul piano culturale attraverso iniziative concrete che aiutino la prevenzione e la formazione. L’Automobile Club Roma sta già intensificando il programma di corsi di educazione stradale nelle scuole della Capitale. Lo studio che presentiamo oggi rientra inoltre in una campagna di monitoraggio sulla mobilità, che amplierà il suo raggio di azione verso altre categorie di utenti della strada”.

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