Cerca

AUTO-MATICA. Il futuro prossimo dell’auto: connettività e automazione

Ottimizzazione del tempo e dello spazio, maggiore sicurezza e minor impatto ambientale. I benefici sociali ed economici attesi dallo sviluppo dei sistemi di connessione e cooperazione, per arrivare in futuro all’auto autonoma, sono molti. Se tutte le auto circolanti fossero connesse ed autonome, nel mondo si risparmierebbero 200 miliardi di euro in spesa sociale per incidenti stradali e 50 miliardi di euro in minori consumi di carburante. Ogni euro investito nella connessione di veicoli ed infrastrutture produce benefici per più di tre euro. Questi i dati salienti dello studio, per tracciare lo scenario di riferimento dell’auto a guida autonoma e dei veicoli connessi.
Potremmo essere in vista di una svolta epocale: l’auto‐mobile (cioè capace di muoversi da sola) diventerà certamente più auto‐matica (cioè capace di fare da sola, non solo di muoversi). Crescono le aspettative tanto sul versante delle vendite quanto su quello dei benefici sociali ed economici;
Tema rilevante è anche quello attinente agli ostacoli, alle barriere e ai rischi relativi ad aspetti che vanno dalla reale accettazione del mercato di livelli di automazione spinti alla necessità di modificare le norme che regolano sia i criteri di omologazione delle nuove tecnologie, sia la circolazione stradale e, infine, l’uso dei numerosi dati trasmessi dalle auto stesse (dati che possono avere una natura privata o pubblica), all’opportunità di costruire un percorso di collaborazione transnazionale (almeno europeo) per coordinare le iniziative promosse dai diversi paesi.
Bisogna poi aggiungere i rischi causati da un possibile uso distorto delle innovazioni tecnologiche, che potrebbe, contraria‐ mente alle aspettative, causare un peggioramento della situazione – sia dal punto di vista della sicurezza stradale sia da quello della congestione stradale (con tutte le conseguenze che ciò comporterebbe) – tanto nel periodo di transizione (quando convivranno auto tradizionali con auto sempre più connesse e dotate di sistemi di guida automatica) quanto in un ipotetico periodo successivo (possibile?) in cui tutte le auto saranno a guida automatica.
Dallo studio emergono allora alcune osservazioni e proposte, ritenute necessarie per accompagnare e controllare questo inevitabile processo di innovazione verso nuove forme di mobilità, si spera, sempre più sicure e sostenibili.

 

SMART MOBILITY IN SMART CITIES

Il numero dei viaggiatori e la quantità delle merci trasportate sono in crescita in tutto il mondo; l’International Transport Forum (OECD) prevede che il traffico globale, tra il 2000 e il 2050, aumenti di tre o quattro volte. In questo quadro, le città stanno affrontando sfide difficili: già oggi si concentra nelle realtà urbane una larga parte della popolazione e della produzione, con le ovvie conseguenze negative su tutti gli indicatori del sistema dei trasporti (congestione, sicurezza, inquinamento, costi; la sola congestione costa l’1% del Pil nelle economie sviluppate e il 2-5% in quelle in via di sviluppo).
La situazione delle città italiane non è molto diversa: il 70 % degli spostamenti di ogni giorno è lungo meno di 10 km e il 50% avviene all’interno dei comuni. Inoltre, il 70 % degli incidenti avviene in ambito urbano e lì si verifica gran parte dei problemi di congestione e di superamento delle soglie di qualità dell’aria
L’approccio alla soluzione dei nuovi problemi deve quindi essere innovativo: non si può rispondere alle nuove esigenze con la sola “politica dell’offerta di infrastrutture tradizionali”; occorre invece ripensare la mobilità in modo da rispondere ai nuovi bisogni in modo flessibile, efficace e sicuro. Lo studio affronta il tema analizzando le tendenze sociali e le nuove tecnologie (in particolare le tecnologie ICT) che permettono di ottenere una mobilità più sostenibile, in piena e totale integrazione con i processi che tendono a rendere la città più “fruibile” dai cittadini, più “amichevole”, più “intelligente”: una mobilità intelligente in una città intelligente, “Smart Mobility in Smart City”.

67^ Conferenza del Traffico e della Circolazione

“Niente Smart City senza Smart Mobility”

Roma, 28 novembre 2012 – Non può esistere una smart city senza smart mobility. Da questo, semplice, ma incontrovertibile, assioma ha preso il via la 67a Conferenza del Traffico e della Circolazione, organizzata, per la prima volta a Roma, dall’Automobile Club d’Italia, con la partecipazione di oltre venti relatori e 350 rappresentanti della filiera pubblica e privata dalla mobilità italiana ed internazionale.
Il lavori della Conferenza – la cui base scientifica è stata fornita dallo studio Smart Mobility in Smart Cities, realizzato dalla Fondazione Filippo Caracciolo di ACI – sono stati aperti dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo.

Leggi lo studio